Dott.ssa Sara Bonacini - Diete e piani alimentari personalizzati, consulenza nutrizionale

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Il vino fa buon sangue..o no?

Durante la prima visita con un nuovo paziente chiedo sempre: “beve alcolici”?

È molto interessante notare che la risposta spontanea e immediata è no, mentre andando ad analizzare meglio (“beve vino o birra ai pasti?”) emerge come sì, in effetti, beva alcool..magari quotidianamente 😁

Questo perché il termine “alcolici” è visto come sinonimo di superalcolici e quindi immediatamente messo in relazione con un abuso di alcool, spesso fuori pasto, mentre il bicchiere di vino o birra bevuto a pasto è socialmente accettato e spesso incoraggiato perché “fa buon sangue”!

Ma cosa c’è di vero in tutto ciò e come ci dobbiamo comportare?

L’alcool è un tossico per il nostro corpo: irrita le mucose (peggiora il reflusso gastroesofageo), è coinvolto in numerosi tipi di cancro, è neurotossico e comporta un superlavoro per il nostro fegato che lo deve smaltire.

L’OMS un tempo aveva stabilito una dose soglia a 2 UA (UA=Unità Alcoliche) al giorno per l’uomo e 1 UA per la donna.

1 UA equivale a:

  • 120 ml di vino a media gradazione (10-11°)

             oppure

  • 40 ml di superalcolici

             oppure

  • una lattina di birra da 330 ml (5°)

Secondo studi recenti parrebbe valere invece la regola del “less is better”: meno se ne beve, meglio è!

Qui trovate un bell’articolo che riunisce riferimenti ai più recenti studi: ne riassumo i punti salienti e aggiungo alcune considerazioni.

Il nostro corpo è in grado di metabolizzare 12 g di alcool puro (contenuti in circa un bicchiere di vino o una lattina di birra) in 1-2 ore, tutto l’eccesso rimane in circolo nel sangue e può creare danni. Per questo bere molto in tempi ristretti è la situazione più pericolosa.

Inoltre le donne e i ragazzi hanno ridotte capacità di metabolizzare l’alcool: l’alcool deidrogenasi, enzima epatico coinvolto nel suo metabolismo, è ridotto nelle donne ed immaturo fino ai 21 anni.

Ciò significa che solo una parte dell’alcool introdotto è espulso dal fegato mentre il resto rimane nel sangue a fare danni.

Esistono poi condizioni che influenzano l’assorbimento di alcool:

-assunto a digiuno entra in circolo più rapidamente

-alcuni farmaci competono con il metabolismo epatico dell’alcool 

Quindi mai alcool sotto i 18 anni e mai nelle donne in gravidanza, in nessuna quantità e forte attenzione se si assumono farmaci!

Premesso che non incoraggio a bere alcool, nemmeno in quantità moderata, che fare quando un paziente chiede se può bere vino a pasto? 

Quello che faccio io è ridurre le quantità precedentemente assunte fino a 1 UA nella donna e 2UA nell’uomo: in persone abituate a bere è un processo che può richiedere tempo perché l’alcool ha anche una valenza sociale ed è “spinto” da un forte marketing, oltre al fatto che consumarlo crea una abitudine ed un rituale da cui può essere difficile allontanarsi: l’alcool è una sostanza psicoattiva, che genera piacere e può quindi determinare dipendenza.

Consiglio di berlo sempre durante un pasto e spiego che, sebbene liquido quindi apparentemente “innocuo”, è anche ricco di Calorie (7 kcal ogni grammo di alcool, quindi un bicchiere da 120 ml di vino di media gradazione ne apporta circa 80-100). Inoltre non apporta nutrienti (niente carboidrati, nè proteine nè grassi…solo alcool!) quindi può essere furbo ridurlo per potersi permettere alimenti veri, più sazianti ed appaganti.

Ma allora la storia, spesso ripetuta anche dai medici di famiglia, che un bicchiere di vino al giorno fa bene?

Come sempre bisogna entrare nel merito e fare alcuni distinguo.

In passato sono stati effettuati studi che parevano correlare moderate assunzioni di alcool a riduzione di fattori di rischio cardiovascolare MA:

  • numerosi di essi sono studi IN VITRO e i risultati ottenuti sulle cavie sono stati generalizzati anche per quanto riguarda l’uomo
  • pare che le sostanze con effetti benefici (ad es il resveratrolo) siano tali se assunte in altissime quantità, impossibili da raggiungere con il solo consumo di vino senza accusare anche gli effetti negativi, e comunque si trovano  anche nella buccia dell’uva e nei frutti di bosco
  • esiste una grande e potente industria del beverage che ha tutto di guadagnato nel promuovere (e finanziare) studi che confermano la salubrità o innocuità degli alcolici…segui la dipendenza e troverai denaro!

È importante diventare consapevoli per poter essere liberi di scegliere: sapere cioè che non esistono motivazioni scientifiche o salutistiche a favore del consumo di alcolici ma, se per noi rappresenta un piacere, è possibile consumarlo con moderazione e consapevolezza, arginandone i possibili danni.

https://www.epicentro.iss.it/alcol/SoglieAlcolicheLancet

http://www.lescienze.it/news/2001/0417/news/donne_e_alcolici-591421/

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